
Nome: Mara
Ciao! Sono una ragazza di Torino che ad un certo punto ha deciso di partire da Casa. Parlo di quando sono lontano, perchè non c'è distanza tra le persone che si vogliono bene e viaggiare è l'unico modo per sentirsi davvero a casa quando si decide di tornare.
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A tutti i viaggiatori della vita
stanchi e romantici
che la sera sanno apprezzare l'arrivo della notte
che s'incantano davanti ad un tramonto
e che non smettono di fermarsi davanti alla luna
o a un bel sorriso.
A tutti quelli che credono che il cuore
conti più degli occhi.
A tutti noi
dedico questa canzone
che ci accompagni per la via
quando siamo soli e bisognosi di calore
perchè il calore è un reagalo prezioso
che ci accompagni per la via
quando siamo in mezzo alla gente
perchè la gioia è vera
se è condivisa.
Per tutti quelli che vivono,
generosi.
Passano i giorni e il rientro diventa una condizione assodata e consolidata. Si ricomincia la rutine, i doveri tornano ad assorbirci. Eppure ancora parliamo d’Africa nelle nostre super italiane giornate. Continuiamo a cercarci, tra di noi che siamo andati in Camerun, ci mandiamo qualche messaggio, combiniamo a prossima uscita, studiamo la prossima occasione per incontrarci.
Dalla memoria escono immagini che ci sembrava di non ricordare più, ma basta la parola di qualcuno per dare il via ad una cascata di colori, suoni, sensazioni.
Sagrato della Cattedrale di Kribi, località turistica di mare, posto meraviglioso, onde oceaniche… non mi divertivo così tanto con le onde da quando ero bambina…
Sagrato della Cattedrale di Kribi, località turistica di mare, posto meraviglioso, onde oceaniche…. ci rotolavamo tra i flutti che si frangevano, facendo surf sulla cresta, o buttando la testa sotto…
Sagrato della Cattedrale di Kribi, località turistica di mare, posto meraviglioso, onde oceaniche….
Alle volte qualcuno usciva dall’acqua ridendo come un pazzo con un pezzo di corpo sgraffignato per poi valutati i danni, tornare a lanciarsi sotto e sopra le onde…
Cattedrale di Kribi, foto di gruppo…
Dopo la messa e un dialogo tradotto tra noi ragazzi del sud e voi ragazzi del nord… foto di gruppo.
Tutti sorridenti e un poco leccati pronti al cheese e, ad un certo punto, una voce, africana, africana senza alcun dubbio intona,
intona l’inatteso, intona la sorpresa e il sorriso diventa davvero divertito e per un momento ci si mette a cantare……
notti magiche
inseguendo un goal
sotto il cielo
di un'estate italiana
e negli occhi tuoi
voglia di vincere
un'estate
un'avventura in più
a ripensarci è stato una sorta di regalo, un ponte lanciato….
Un omaggio al fatto che 15 anni fa’ l’Italia non è stato sono un disegnino sulla carta, ma è stato un posto dove si è giocato a calcio, dove la nazionale del Camerun ha vinto, dove anche noi che eravamo italiani tifavamo per il Camerun, quando il Camerun era per noi un disegnino..e oggi invece è un posto…
Dopo la messa e un dialogo tradotto tra noi ragazzi del sud e voi ragazzi del nord…e oggi il Camerun invece è un posto …
Alla sera nella nostra condivisione ci avevano colpito i “ragazzi di questo Camerun” che ci guardavano come se fossimo extraterrestri nordici, dall’alto dei loro e dei nostri pregiudizi, che ci avevano chiesto senza mezzi termini e con una impudica sfrontatezza: “Ma voi cosa farete per noi? Cosa farete per i ragazzi di Kribi?” ….e uno strano malessere, la sera, ci bussava alla porta…. Sentivamo distintamente quella sensazione appiccicosa di disagio che impasta la bocca quando viene fatta una domanda a cui non si sa rispondere, una domanda dentro cui si sta un poco in apnea sperando che qualcuno risponda per te, e si girano gli occhi prendendo tempo.
Così in quello spazio aveva mosso Victorin. La sua voce solida e coerente ci ha riportati all’evidente… e traducendo la domanda, che tutti avevamo drammaticamente compreso benissimo, quasi con lo stesso fiato, con un’eleganza dignitosa e premurosa, ci ha suggerito la risposta…..”Siete qui per guardare, per vedere e riportare quello che avete visto…..”
Cosa?
Cosa abbiamo visto?
Frammenti di un paese che si sfumano nella memoria…. che riappaiono all’improvviso.
Come?
Come fare per rendere il senso di un viaggio simile?
Continuiamo a cercarci tra noi che abbiamo viaggiato per capire che senso ha avuto tutto questo.




Eccoci tornati a casa.
17 giorni di Africa e poi di nuovo casa….e ti piomba addosso l’effetto aereo…e un poco sbielli.
L’effetto aereo, già!
Sali su un aereo un giorno ed è come se questa grossa macchina – giocattolo ti facesse fare un salto psico – spazio – temporale. Dopo essere passato per futuristiche architetture, controlli da fantascienza, pressurizzazioni e depressurizzazioni degne di Star Trek, vieni scaricato a decine di migliaia di chilometri di distanza, in una realtà che molte volte, soprattutto se cambi continente, è completamente diversa dalla tua, un sogno, un incubo, una follia, una favola…. Dipende.
Ma ogni volta è come se ti addormentassi in un posto e uscendo dall’aeroporto fossi sparato a vivere l’ignoto come passato attraverso un tunnel psichedelico.
….il viaggio….
Da sempre grandi uomini hanno accettato e ricercato e desiderato confrontarsi con l’ignoto. Da sempre sono partiti e si sono messi in cammino. Ma ecco, messi in cammino, passare attraverso il lento mutare dell’ambiente, superare la fatica del passo che dice a tutto il tuo corpo che ti stai spostando. Abbandonare il qui per andare là in modo che tutto te stesso se ne accorga.…. Poi arriva l’aereo… e allora la tua mente sa che sei passato da qui a là, sa che hai viaggiato sopra la terra, che ti sei mosso volando sopra la terra più velocemente dello stesso ruotare della terra… tu lo sai che hai fatto qualcosa che va oltre il tuo fisico, oltre le tue gambe e allora …. Un po’ sbielli.
Dopo 17 giorni di Africa, dopo 17 giorni di pulmino lanciato a velocità supersonica, motore rombante, clacson spiegato, dopo 17 giorni di ininterrotta convivenza con altre 16 persone, si torna a casa.
E a casa mi siedo sul divano e mi chiedo … “ma che ci faccio qui?” Da un certo punto di vista la domanda più corretta sarebbe .. “ma che ci facevo là?”
In realtà dopo un viaggio tutto risulta essere leggermente traslato rispetto alla normalità psicologica comune. Allora è così che ti ritrovi sul divano di casa alla sera a pensare che in realtà c’è una realtà africana nella quale ti sentivi benissimo e che qui a casa ti sento un po’ fuori posto e allora vorresti ripartire.
Alle volte si dice che l’esotico esercita un fascino malsano e lascivo sulle deboli menti di noi stressati, ricchi, insoddisfatti uomini occidentali… e forse è così….
Abbiamo vissuto 17 giorni lontano dalle tanto amate comodità tecnologiche che ci fanno sentire protetti e inattaccabilmente puliti: abbiamo scoperto o riscoperto quanto sia stata utile l’invenzione del bidet, piacevole la disponibilità di acqua calda liberamente e generosamente offerta dal braccetto della doccia, quanto sia rassicurante comprare il pane senza trovare schiere di scarafaggi nel sacchetto che lo contiene.
Ci siamo sgraffignati il nostro bel bianco pulito muso contro i pregiudizi che sappiamo elargire e di cui siamo stati vittime impotenti….. tutto questo è il viaggio.
Una doccia gelata e improvvisa che ti permette di sentire la tua pelle rabbrividire fino a farti male, e poi ti guardi e ti vedi un po’ più come sei, con le tue debolezze, le tue maschere, con la tua forza vera infondo all’anima.
Che gioia e che fatica tornare a casa, riprendere il giusto, corretto quotidiano metro per misurare le cose che ti capitano intorno, che fatica e che gioia nel tornare ad illuderti che non ci sia quasi nulla che ti sfugge di ciò che vedi intorno a te.
17 giorni vissuti, 17 giorni da raccontare, nella memoria, così…. Da raccontare dal divano di casa …la sera.
Eccoco che ci siamo!!!!
Ultime ore italiane e poi VIAAAAA!!!!!!!!
Valigia pronta, ultime mail per trovarci all'aeroporto
( quello di Caselle, dove sarebbe difficile perdersi comunque....... ma NOI che siamo precisi ce lo diciamo tra di NOI e così ci andiamo tutti nello stresso momento!!!! e non ci perdiamo già prima di partire! EHHHH!!!!)
Ultimi saluti ad amici e parenti e come posso non lasciare qualcosina anche qui?
Oggi mi hanno chiesto almeno un paio di volte se ero emozionata di partire, ma in realtà non lo sono. Il sentimento che più mi prende ora è la curiosità, sana, pura, femmina curiosità di vedere, vivere e documentare lo sconosciuto. . . L'Africa.
AFRICA
Grande contenitore mentale che comprende per noi europei: persone di pelle nera, capanne, polvere, land rover, fame, miseria, malattie, a volte i grandi parchi nazionali naturalistici, i leoni e le zebre.
Un pot-pourri di immagini che vivremo, che spero di riuscire a condividere, che voglio collezionare, come ogni momento importante nella mia vita.
A presto! Spero di riuscire a postare da là.
CAMPIONI DEL MONDOOOOOOOOO
CAMPIONI DEL MONDO OOOOOOOOOOO
CAMPIONI DEL MONDOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!



Bene, Bene, Bene!!!!
Veniamo a noi!
Camerun Ca cheeee?????
Qualche riferimento utile per informarvi su questo paese centro aficano .......
INTRODUZIONE AL TEMA: Curiosità, notizie e quant'altro sul Camerun!!
http://www.camerun.it/
GEOGRAFIA
http://www.globalgeografia.com/africa/camerun.htm
PER ANDAR FIN LA': altre notizie interessanti per entrare nel paese, malattie, e varie.
http://www.port.venice.it/sanimav/paesi/camerun.htm